La figura dell’urologo/andrologo può essere paragonata alla figura del ginecologo per le donne. Esse imparano fin da piccole a conoscere il ginecologo quale specialista di riferimento, che solitamente le accompagnerà per tutte le fasi della loro vita (menarca, gravidanza, parto, menopausa). Per l’uomo, invece, le cose non stanno così. Basti pensare che nei discorsi comuni si sente spesso parlare di menopausa, ma poco o nulla di andropausa. Anche con una punta di vergogna. Così come per lo spermarca, la prima eiaculazione, di cui non si conosce neppure il significato. Eppure esiste quanto la prima mestruazione per le ragazze! E se per queste ultime è la mamma ad istruire, per i maschietti dovrebbe essere ragionevolmente il papà.
L’urologo è un medico specialista che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura delle malattie dell’apparato urinario e dell’apparato genitale maschile.
L’andrologo è un medico specializzato in malattie ormonali dell’uomo e del suo apparato sessuale, quindi si occupa principalmente di studiare l’apparato genitale maschile e di curare le sue principali disfunzioni sessuali e la fertilità. L’andrologia è una disciplina medica, che si è formata nella seconda metà del secolo scorso e che rientra nell’ambito dell’urologia. Inoltre si competa con altre discipline, come l’endocrinologia, la neurologia e la #psicologia. L’andrologo si occupa principalmente di seguire lo sviluppo dell’apparato genitale maschile dalla nascita sino alla vecchiaia. Alla nascita, l’andrologo può essere consultato per l’attribuzione del sesso o per evidenziare anomalie congenite; in pubertà può essere consultato per trattare problemi più seri, come pubertà precoci o ritardate.  Intorno ai 20 anni, infine, può essere consultato per controllare lo sviluppo sessuale ed evidenziare qualsiasi tipo di problema come le infezioni sessuali. Quando si supera una certa età, l’andrologo viene spesso consultato per problemi di disfunzione erettile, ma anche per prevenire e trattare i sintomi dell’andropausa, fenomeno legato all’invecchiamento dei tessuti ed al calo del testosterone. L’erezione è un fenomeno vascolare, ma è strettamente legato ai vissuti soggettivi e relazionali che lo influenzano profondamente. Per questo motivo occorre tener presente la multidisciplinarità correlata alla sfera sessuale. E’ sempre un fatto biopsicosociale, ma l’aspetto psicolgico verrà trattato in seguito. Parlando dell’aspetto fisiologico,
la visita consiste nella valutazione del basso addome e della zona genitale esterna.
Fondamentale importanza ancora ai giorni nostri è l’esecuzione dell’esplorazione rettale (palpazione della prostata dal canale rettale introducendo il dito indice coperto dal guanto di lattice). Questo esame permette in maniera rapida all’urologo di conoscere la grandezza della ghiandola, la presenza di eventuali aree di consistenza aumentata riferibili alla presenza di neoplasie maligne e nei giovani la presenza di ghiandola dolenti e “calde” riferibili a infiammazioni in atto (prostatiti). Dopo i 50 anni è consigliabile effettuare tale visita ogni anno, unita alla determinazione del PSA nel sangue, alle analisi delle urine ed una buona ecografia urinario/genitale.

Il nostro specialista Dottor Gianpietro Battista è a disposizione per qualsiasi dubbio a riguardo

L’importanza dell’urologo/andrologo

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